Kevin è un ragazzo di 14 anni giocherellone, simpatico, che frequenta il primo anno di un I.T. Sua
madre l’ha portato per una valutazione dicendo, “Non vuole parlare a scuola o in situazioni sociali”.
Durante la valutazione sussurra a sua madre, ma non vuole parlare con l’intervistatore. Il suo umore
sembra buono, la sua affettività molto ampia, con esuberanza, un po’ di apprensività quando ci si
aspetta che parli, ma non tristezza. È d’accordo con sua madre che il non parlare sia un problema
reale, e vuole vincerlo.
La madre di Kevin riferisce che è stato riluttante a parlare con persone fuori dell’ambiente
domestico da quando aveva 2 anni. Non ha mai risposto ad un saluto, e ci sono pochissime persone
con cui accetta di parlare fuori di casa. Non ha mai parlato all’asilo. Gli piace andare alle feste e
stare con gli altri – ridere, correre, cantare ma non vuole conversare. Non evita le situazioni sociali
o gli estranei. Prende lezioni di piano, e suona davanti agli altri, ma non vuole parlare. Si diverte ad
andare a fare le spese, e canta ad alta voce al supermercato, ma quando le persone gli parlano,
diventa muto. A casa può divertirsi con i giochi ed i rompicapo, come pure giocare felicemente con
gli altri, ma non parlare.
Non vi è storia di problemi medici. Sua madre lo descrive come un bambino moderato, di buon
carattere, ed abbastanza loquace quando è solo con la famiglia. È sempre stato molto sereno e va
bene a scuola.
All’asilo era stato proposto per “la terapia del gioco” con uno psicologo privato, ma diversi mesi di
trattamento non hanno modificato i suoi sintomi.
lunedì 13 giugno 2022
Mutismo selettivo in adolescenza: il caso di Kevin
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